Quando arriva la gelosia, nemica o alleata?

Benvenuti nel meraviglioso mondo della gelosia. Con il prezzo del biglietto, si ottiene un mal di testa, un impulso quasi irresistibile a commettere un omicidio e un complesso di inferiorità” (JR Ward)

Lavoro spesso con clienti in preda alla gelosia o per fratelli o nei confronti dei propri mariti o mogli o nei confronti dei figli verso la propria moglie (più facile del contrario ma accade anche il contrario io moglie sono gelosa di mia figlia nei confronti di mio marito perché lei è meglio di me, lei sì che merita l’amore di mio marito…io no). E quali sono i suoi sintomi? Li leggiamo nella citazione in alto: mal di testa, voglia di distruggere l’altro e un profondo senso di insicurezza: non mi apprezzo, non mi stimo, gli altri sono meglio di me, tanto tutto è inutile, io non merito di esistere, non merito l’amore degli altri, non sono degna/o di attenzioni.

A volte si confonde la gelosia con l’invidia e si usano i due termini come sinonimi. L’invidia però è un’altra cosa; per l’invidia: io mi sento inferiore, non riesco proprio in quella cosa, non ho fiducia di me, di quello che so e posso fare, è inutile che mi esprima tanto gli altri saranno sempre meglio di me; per la gelosia: io non sono degno/a di amore, gli altri sì, la gelosia nasconde dei vuoti a livello di affetti, da piccoli non ci siamo sentiti amati nel modo in cui noi ne avevamo realmente bisogno, ci sono dei buchi neri di affetto, qualcosa che risuona dentro di noi che mai ha avuto risoluzione, dei vuoti mai riempiti.

Quali comportamenti scatena la gelosia?

Aggressività da una parte: rabbia rancore, frustrazione, distruzione oppure passività dall’altra: delusione, amarezza, tristezza; innanzitutto verso l’altro/l’altra ma poi arriva che proviamo tutte queste emozioni verso di noi e allora andiamo a confermare quei vuoti invece di andare a riempirli, colmare. Ma l’altra/l’altro mi copre davvero o sono io che non riesco a farmi vedere? Qui sta la differenza tra gelosia sana e gelosia malata: quando è sana mi sta comunicando qualcosa per il mio stare bene; quando è malata sta distruggendo il mio stare bene.

Qual è l’antidoto contro la gelosia nostra o dei nostri figli?

  • Prima di tutto riconoscere se è sana o malata e se è malata è perché nasconde un vuoto e occorre quindi riconoscere quale vuoto, quale voragine, quale buco nasconde e comportarci di conseguenza: per esempio se la nostra gelosia nei confronti di un’altra donna nasce dal nostro bisogno di essere trattata affettuosamente innanzitutto vado a riempiere quel vuoto dando alla nostra bambina interiore ciò che desidera (la trattiamo noi affettuosamente) e poi se rimane un certo fastidio significa che quella gelosia ci sta dicendo dell’altro_ è la gelosia buona, quella sana (vogliamo che nostro marito tiri fuori il suo affetto per noi, lo esterni, per esempio).
  • La stessa cosa vale quando percepiamo nostro figlio geloso; interroghiamoci: cosa nasconde la sua gelosia verso il fratellino/sorellina o verso qualcos’altro? Andiamo a sentire dentro di noi qual è il suo vero bisogno e diamoglielo: la gelosia d’incanto scompare. Occorre allenare la capacità di ascolto e di osservazione: ad esempio se vediamo che scatta la gelosia quando diamo una carezza a qualcun altro subito dopo diamola anche a lui e la prossima volta comportiamoci di conseguenza, senza tante spiegazioni tanto con la gelosia siamo sul terreno dell’amore e l’amore non si spiega ma si vive, si mostra.

Quindi…

La gelosia non è né buona né cattiva, parla solo di noi, dei nostri vuoti affettivi che solo noi possiamo andare a colmare. E il suo antidoto è lavorare dentro noi per arrivare a percepirci come delle creature uniche, preziose perché è proprio quando non ci sentiamo così che diamo il permesso a qualsiasi cosa, situazione, persona all’esterno di noi di oscurarci, di annullarci, ma in realtà siamo noi stessi a causare il nostro disagio, mai un altro al di fuori di noi.