Differenza tra IO e EGO: un match tutto interno

C’è sempre una partita interiore che è giocata nella tua mente qualsiasi sia la partita che stai giocando. Il modo con cui affronti questa partita fa la differenza fra il successo e il fallimento” Timothy Gallwey

Durante le difficoltà, come ci comportiamo? Qual è l’iter comportamentale che continuiamo a ripetere? Quanto è funzionale al nostro stare bene?

Osservo i miei coachee durante le sessioni di coaching e sempre ritrovo nella loro “chiacchera interiore” i diversi tipi di dialogo a seconda di quale atteggiamento sta prevalendo dentro di loro.

Differenza tra IO e EGO. Quando prevale l’EGO.

 

  • Passività: davanti alle avversità perdo di vista me stesso, la mia luce, i miei riferimenti, i miei progetti, i miei obiettivi. Lo scoraggiamento mi fa perdere energia, voglia di vivere e di rimettermi in gioco. Le avversità mi annientano, mi allontanano dalla mia solidità, dalle mie radici. Tutto si spegne dentro di me e l’ostacolo vince. L’impotenza mi spinge verso la frustrazione più totale, il mio EGO emerge per dirmi “tanto non ce la farai mai, è tutto inutile, molla. Questo Ego genera PAURA, che genera a sua volta impotenza e quindi frustrazione. I comportamenti conseguenti sono quindi di passività. “Io non vado bene, gli altri sì”, allora resto fermo, sto sempre un passo indietro, in disparte. Questo genera un BLOCCO che mi porta ad evitare qualsiasi azione che possa compromettere questo pseudo-equilibrio.

 

  • Aggressività: davanti alle avversità io divento il gigante della situazione, sfido tutto e tutti, ce l’ho con tutto e tutti. “Gli altri hanno torto, io ragione” e indurisco il mio cuore, non gli permetto di agire e così prevale l’EGO. Mi sento comunque stanco, insoddisfatto e anche qui la paura prevale. Questo genera impotenza, che conduce a rabbia, rancore, risentimento. Il pensiero che genera l’EGO è: “distruggi altrimenti ti distruggono”. I comportamenti conseguenti sono di aggressività: “io sì che vado bene, gli altri no perché non capiscono nulla”. Così sto cercando di controllare gli altri e metto in loro scarsa fiducia (in realtà in noi stessi). Anche qui sento di non riuscire a farcela ma come risultato chiudo le porte al fluire della vita e mi accanisco per ottenere, raggiungere. L’ASPETTATIVA emerge e mi porta ad accanirmi contro gli altri e contro gli eventi.

Differenza tra IO e EGO. Quando prevale l’IO.

 

  • Assertività: davanti alle avversità mi domando qual è l’opportunità per me, trasformo l’avversità in opportunità per cambiare, per crescere. Davanti ad uno stimolo esterno che non mi aspettavo vado nell’ACCOGLIENZA, innanzitutto di me stesso e poi degli altri e delle situazioni. Qui l’EGO scompare e lascia il posto all’IO, alla parte più vera di me. L’avversità si trasforma in un’occasione di vita per crescere. Evito di giudicare l’avversità ma la guardo per come è: VITA. Il pensiero che fa emergere l’IO è: “va bene così, io vado bene così ed anche gli altri. La vita va bene e nonostante le difficoltà, qual è l’opportunità per me ora?” Inizialmente  le emozioni sono di paura, che genera dolore e tristezza. Dandomi il permesso di ascoltarle, di viverle senza rinnegarle o di venirne sopraffatto, arriva la pacatezza che mi permette di muovere i primi passi nell’amore e nell’accoglienza di me ed anche degli altri. Qui il cuore è il capitano. Sono in tutto per tutto un adulto che si ascolta, si conosce e ri-conosce le proprie emozioni, i propri bisogni, li sa esprimere agli altri senza paura di essere ferito. Sono un adulto che si accoglie per come è, sempre con la volontà di crescere.  Accetta la vulnerabilità e la dona agli altri. Una persona con le idee chiare su cosa vuole e si attiva per raggiungere ciò che davvero desidera. Danza nei cambiamenti della vita senza che la pioggia e i temporali lo sconvolgano. Con questo atteggiamento il suo bicchiere sarà sempre mezzo pieno e il dolore un alleato per il futuro.

Quindi…

Come fare per passare dall’EGO all’IO? Innanzitutto evitiamo di giudicarci, qualunque sia l’atteggiamento che prevale e poi facciamoci la domanda, a mio parere, chiave: “cosa posso fare io con questa situazione così come è?” e soprattutto: quale opportunità mi sta mostrando questa difficoltà?”

 

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