Da “io vorrei” a “io voglio”: la massima espressione di chi siamo

Se vuoi puoi; ma se puoi allora perché non vuoi?” Nicoletta Quagliarella

Spesso durante le prime sessioni di coaching la sfida verso i miei clienti è proprio questa: trasformare il condizionale in un presente.

Per quale motivo mettere delle condizioni a ciò che desideriamo nel profondo? E ancora prima, per quale motivo non usciamo diretti, non ci mettiamo in bella vista e continuiamo a nasconderci dietro ad un condizionale perché così allora chissà se non accade va bene lo stesso?

La risposta è presto spiegata:  condizionamenti, condizionamenti e ancora condizionamenti…basti pensare anche solo ai proverbi: “chi troppo vuole nulla stringe”, oppure “l’erba voglio non esiste neanche nel giardino del re”; è vero che poi la “spiritualità americana” ha trasformato questi condizionamenti bloccanti in quelli “finti potenzianti” come li definisco io: “se vuoi, puoi”, “volere è potere”….vero, tutto vero ma se dentro di noi viaggiano il “non posso avere tutto”, “siamo qui per soffrire”, “se ottengo quello che voglio davvero perdo tutto quello che ho” … e potrei andare avanti all’infinito…come è possibile mettere in pratica “se vuoi puoi” quando nonostante ci sforziamo di pensarla così non accade nulla fuori e il cambiamento continua ad essere bloccato?

Cosa occorre davvero?

Occorre varcare la porta della paura che ci blocca e non ci permette di fare la nostra conoscenza, di scoprirci, di rivelarci, perché è solo quando abbiamo davvero la volontà di andare verso chi siamo davvero che tutti i condizionali diventano un’affermazione di noi, diventano l’espressione di ciò che gorgoglia dentro, di ciò che ci anima e, senza tanto baccano, senta tanto metterci in mostra, senza tante elucubrazioni, ecco che ci mettiamo in moto così che – i miei clienti dicono “per magia”, ma io controbatto “per forza di quell’amore che stai scoprendo dentro di te” – tutto diventa davvero possibile, realizzabile e ciò che prima non ci davamo neanche il permesso sognare, diventa una realtà vera, concreta perché vissuta.

E da cosa partire?

Da noi, da un dialogo tutto nostro con noi stessi rispondendo, in ogni situazione, alle seguenti domande:

  1. Cosa VOGLIO ?
  2. Come mi sento rispetto a ciò che voglio? Quali EMOZIONI accompagnano questo mio desiderio?
  3. Cosa posso FARE IO per raggiungere ciò che voglio? (almeno tre opzioni)
  4. Cosa SCELGO di fare? (quale opzione scelgo?)
  5. Quando comincio?

E i condizionamenti che ci portano ad utilizzare il condizionale piano piano lasciano il posto ad un presente ricco della piena affermazione di chi siamo, e quando ci affermiamo, ecco che realizziamo.